CHI SIAMO

Mycott & Darin è una società che opera con esperienza cinquantennale a livello internazionale nel campo dei servizi di consulenza per l'ottimizzazione degli investimenti nel settore diamantifero.

COMPANY

Mycott & Darin fonda le sue radici sulla solida competenza del suo fondatore Attilio Federico Cominotti, figura di spicco a livello nazionale e internazionale, grazie ad una carriera punteggiata da grandi successi, che dura da oltre 50 anni nel settore del diamante e dell'alta gioielleria.
La società, che ha sede operativa a Monza, opera su tutto il territorio italiano e focalizza la sua attenzione sulla qualità del prodotto e sull'innovazione del servizio fornito al cliente. Ciò determina una vera rivoluzione nel settore dei diamanti per investimento.



BRAND

Certe storie – anche quelle all'apparenza di poco conto – entrano in punta di piedi nella grande porta dei ricordi famigliari. Ricordi popolati di momenti di condivisione e gioia, talvolta anche di incomprensioni e dissensi, ma pur sempre riscaldati dall'avvolgente e rassicurante tepore dell'affetto. Quella che state per leggere è una di queste storie. 

Dall'alba del nuovo secolo…
Il Novecento cominciava a ruggire, scuotendosi al ritmo scatenato del jazz. Era il tempo in cui i tetti di Manhattan sembravano rincorrere sempre più le nuvole in cielo e Parigi illuminava il mondo intero con una sciarada di emozionanti scoperte e colori. Il glorioso mito del Grand Tour – un lungo viaggio di ispirazione tra architetture sorprendenti e floride poesie, appannato come un nobile decaduto, ma pur sempre colmo di fascino – ancora portava uomini e donne facoltosi e senza fretta a scoprire le bellezze di tutta Europa, con un ultimo e straordinario tuffo in quel mare d'incanto che è l'Italia.


…alla quieta campagna italiana
Defilata dal turbinio che scuoteva le anime dell'intero continente, la pianura lombarda viveva tranquilla al ritmo della vita dei campi. Là, tra un piatto susseguirsi di colture e casolari – talora interrotto da placide rogge – vivevano Giovanni e Lucia, una coppia di giovani fattori. Ogni giorno alle quattro in punto, dopo le quotidiane fatiche agresti, l'affaticato Giovanni si concedeva un paio d'ore di riposo nel bar in piazza: le solite partite a carte e un bicchiere di vino, nulla di più. Alle sei di una tiepida sera di luglio, rimise in testa il cappello, salutò gli amici e – senza pensarci troppo – si incamminò verso casa.

 

L'incontro col destino
Va da sé che, per una persona così semplice e poco abituata alle stravaganze della mondanità, vedere dinnanzi alla propria porta quell'incredibile automobile color argento – miraggio futuristico di un pianeta lontano, che rifletteva con splendente nobiltà i rossastri raggi del sole – lo sbalordì come forse null'altro nella sua esistenza. «La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato a fare altri piani», avrebbe scritto anni dopo un famoso cantante. E l'incontro che di lì a poco si sarebbe materializzato ne è la perfetta conferma.
«Hi, I'm sorry but the car has broken down…» disse una voce robusta e squillante alle spalle di Giovanni che, voltandosi, vide un uomo sulla cinquantina, massiccio ma dal portamento elegante, che subito si presentò: «…my name is John Mycott».
La folta chioma, dorata e con qualche sfumatura bianca, ricopriva con esuberanza la fronte e si abbinava perfettamente agli occhi celesti, affabili e svelti. Le maniche della camicia erano arrotolate fino ai gomiti e, qua e là lungo la sua distinta figura, facevano capolino delle cupe e sfocate macchie di grasso.
«You don't understand me, isn't it?» disse ancora, senza ovviamente ricevere risposta alcuna, se non uno sguardo colmo di incredula confusione. Ovviamente gli fu subito chiaro che il disorientato contadino ci stava capendo ben poco, ma fu sufficiente lanciare un languido sguardo all'automobile – allargando nel contempo le braccia in segno di scoramento – per fargli intendere che anche una così straordinaria automobile può restare in panne, per quanto esotico e raffinato possa essere il pilota.

 

Margareth Darin
Ma gli uomini non hanno controllo sul proprio destino. Di quello, spesso, si occupano le donne della loro vita. Un passo fuori dall'ombra e l'attenzione di Giovanni fu per la consorte di Mr. Mycott, Margareth Darin, che scese pazientemente dall'auto. 
Una donna dal fascino maturo, di una classe non vistosa: portamento elegante, sorriso esile, ma vigoroso. E due occhi chiarissimi che ne illuminavano con candore il viso. «Chiedo scusa, ma la nostra automobile pare non voler più fare un passo», disse in un ottimo italiano. «Allora seguitemi a casa, io e mia moglie Lucia saremo felici d'aiutarvi», rispose subito Giovanni.

 

Il calore della convivialità
Chi può, in cuor suo, definire un'amicizia? Alchimie, vite che si incrociano, parole e pensieri che, accarezzandosi, si incontrano. La riparazione della fuoriserie di Mr. Mycott e Mrs. Darin non fu un lavoro semplice per il meccanico del vicino paese, anch'egli sorpreso dal raro gioiello a quattro ruote passatogli fra le mani. L'auto non poté essere pronta prima della mattina seguente e Giovanni, senza indugio, non esitò a offrire agli sfortunati viaggiatori l'ospitalità per la notte: «Capisco che per voi la mia umile casa possa non essere all'altezza, ma è a vostra completa disposizione». La coppia – dopo un primo momento di esitazione – consapevole di non avere grandi alternative, accettò. E fu così che la stanza di una piccola fattoria di campagna diventò, per una notte soltanto, un affascinante quanto inusuale salotto, come quelli descritti nei romanzi, ma senza l'affettazione della borghesia della grande città. Quattro persone, due coppie all'apparenza così diverse ma che in poco tempo – una volta rotto il ghiacchio – condivisero una piacevole serata, fatta di aneddoti e racconti di vita personale (per esempio, come Giovanni Cominotti conquistò il cuore della moglie Lucia o come Mr. Mycott incontrò Margareth per la prima volta, bighellonando per le spiagge dell'assolata Costa Azzurra). Per i Cominotti fu una magica notte di mezza estate e per i Mycott un insolito viaggio in un mondo all'apparenza umile, ma regalmente decorato da buoni sentimenti e dai genuini e appetitosi frutti della fattoria. Dopo un buon sonno, giunse il nuovo giorno: la rediviva automobile era pronta ad accompagnare John e la moglie lungo tutto il Bel Paese. Saluti, abbracci, sorrisi e, per Margareth e Lucia, una piccola lacrima di commozione. La franchezza del sentimento non conosce confine alcuno e neppure tempo d'incubazione. Di lì a poco, l'ultima stretta di mano fu ben presto coperta dalla polvere degli pneumatici: inutile dire che le due coppie non si incontrarono mai più.

 

La brillante sorpresa
Solo qualche giorno dopo, la signora Cominotti incrociò con lo sguardo un piccolo ma intenso bagliore che sopraggiungeva dalla credenza. Nessun dubbio: era un minuto ma brillantissimo diamante. Incredula lesse la breve nota, scritta di pugno su un foglio di carta dalla cara Margareth. «Seppur così lontani da casa nostra, non abbiamo mai apprezzato così tanto la vicinanza e il calore della pura amicizia. Per questo vi saremo sempre grati. Vi facciamo dono di questa modesta pietra, che possa per sempre essere il vostro diamante di famiglia. 
With love, John and Margareth
».
Fu così che Mr. Mycott e Mrs. Darin entrarono per sempre, anche se in punta di piedi, nella porta dei ricordi – e del cuore – della famiglia Cominotti e che, grazie al ricordo degli amati nonni, il nipote di Giovanni, Attilio, ha oggi deciso di dare alla propria società il nome di questa straordinaria coppia.

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